Una nuova prospettiva nelle politiche pubbliche sull'obesità
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, il dibattito pubblico torna a concentrarsi su uno dei problemi sanitari più rilevanti del nostro tempo. Negli ultimi anni, tuttavia, le politiche di prevenzione hanno seguito una direzione piuttosto precisa: intervenire sugli ingredienti. Meno zuccheri, meno grassi, meno sale. Etichette più severe, come il Nutri-Score, tasse sui nutrienti, classificazioni dei cibi in base al grado di trasformazione (UPF).
È la logica che ha guidato molte politiche pubbliche in Europa e nel mondo. Eppure i risultati sono deludenti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è più che raddoppiata a livello globale dal 1990. In Europa oltre il 50% degli adulti è in sovrappeso e circa uno su cinque è obeso. L’obesità è oggi uno dei principali fattori di rischio per almeno 200 patologie, tra cui le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e numerose altre patologie croniche non trasmissibili.
L’impatto non è solo sanitario. Il costo economico è enorme. A livello globale l’obesità genera circa 4 trilioni di dollari di spesa per i bilanci dei sistemi sanitari nazionali.
In Italia l’impatto è particolarmente significativo. I costi attribuibili all’obesità sono stimati in almeno 13,34 miliardi di euro........
