menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La salute mentale non è una responsabilità individuale

17 0
06.10.2026

(di Federica Gianotti, psicologa di Medici Senza Frontiere)

Non esiste un solo modo di stare male: la sofferenza può mostrarsi nel silenzio o nell’agitazione, nel corpo che si blocca o in quello che non riesce a fermarsi. Cambiano i gesti, le parole, perfino il modo in cui il dolore prende spazio, mentre il bisogno di sicurezza, dignità, rispetto e ascolto resta lo stesso.

Lavorando in contesti molto diversi, è forse questa una delle cose che si imparano più chiaramente: la cura comincia quando smettiamo di cercare una forma universale della sofferenza e impariamo a riconoscere ciò che, sotto forme diverse, resta profondamente umano. Durante i progetti sul campo con Medici Senza Frontiere ho visto tremori, svenimenti, movimenti incontrollati, crisi molto intense. Ma le stesse emozioni possono diventare anche quasi invisibili, nascondersi dietro una mente che non riesce a fermarsi, una stanchezza che non passa, la sensazione di essere sempre in allarme.

Le storie dietro quei corpi non sono le stesse, ma qualcosa lo è: il tentativo di adattarsi a ciò che sta accadendo, di proteggersi da qualcosa che, in quel momento, è diventato troppo. 

Non........

© HuffPost