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Meloni, perché solo adesso?

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23.09.2026

Non trovo affatto sbagliato mettere un limite alla concentrazione di alunni stranieri nelle classi. O, per essere più precisi rispetto al provvedimento di cui si discute in questi giorni, degli alunni appena arrivati che non abbiano ancora un’adeguata conoscenza dell’italiano, è questo il criterio che il governo sta indicando per il nuovo tetto del 30%. Anzi, mi stupisce che una misura del genere venga raccontata come se fosse particolarmente scandalosa. Se vogliamo parlare seriamente di integrazione, dovremmo cominciare da una banalità: per integrare qualcuno bisogna metterlo nelle condizioni di entrare davvero in relazione con il contesto nel quale vive. Creare classi nelle quali quasi tutti gli alunni provengono da situazioni linguistiche e culturali diverse da quella italiana non mi sembra esattamente il modo migliore per riuscirci. Lo dico anche per un’esperienza personale: vent’anni fa i miei genitori andarono a informarsi per iscrivermi in una scuola elementare pubblica (non dirò quale, perché non interessa fare il processo a una scuola a distanza di vent’anni) si trovarono però davanti a una classe composta da venti bambini, diciotto dei quali stranieri. Decisero di non iscrivermi lì, non perché avessero qualche problema con i bambini stranieri, ma perché si fecero una domanda abbastanza semplice: se diciotto bambini su venti provengono da un altro paese, dove sarebbe esattamente l’integrazione?

Perché a volte,........

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