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L'inquietante documento dell'amministrazione Trump sulla pena di morte

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03.05.2026

Se in Italia casi giudiziari controversi come quello di Garlasco riaccendono il dibattito sul rischio dell’errore giudiziario, negli Stati Uniti torna invece centrale il tema delle condanne irreversibili rappresentate dalla pena capitale. Lo scorso 24 aprile il Dipartimento di Giustizia federale ha annunciato di volere dare nuovo impulso alle esecuzioni capitali, in linea con quanto annunciato dallo stesso presidente nel suo discorso di reinsediamento alla Casa Bianca: ovvero la promessa di ristabilire legge e ordine attraverso un rafforzamento della repressione penale federale, inclusa la  pena di morte, definita come uno strumento necessario contro i “criminali più violenti” e contro quelli che la sua amministrazione definisce “crimini mostruosi”.

Con il proprio comunicato, Il Dipartimento di Giustizia annuncia di volere dare seguito alle promesse del presidente con l’adozione di una serie di misure concrete: accelerazione delle procedure nei casi federali, riattivazione dei protocolli di esecuzione utilizzati durante il primo mandato Trump e apertura a metodi alternativi rispetto all’iniezione letale.

Occorre ricordare che, nel 2021, durante l’amministrazione Biden, il Dipartimento di Giustizia aveva imposto una moratoria sulle esecuzioni federali, motivandola con dubbi etici, problemi procedurali e interrogativi costituzionali. Lo stesso Biden aveva successivamente commutato la pena di morte per la grande maggioranza dei detenuti nel braccio della morte federale (37 su 40).

Il ritorno della pena capitale federale

Nel comunicato diffuso dal Dipartimento di Giustizia, l’amministrazione sostiene che il sistema federale abbia il dovere di garantire “giustizia per le vittime” e di assicurare che le sentenze capitali siano eseguite. Il Dipartimento di Giustizia afferma, inoltre, che i ritardi accumulati negli anni avrebbero svuotato la pena di morte della sua efficacia deterrente.

Per questo motivo il Dipartimento ha annunciato:

la semplificazione delle procedure interne per dare esecuzione alle sentenze capitali;

la semplificazione delle procedure interne per dare esecuzione alle sentenze capitali;

il ripristino dei protocolli di esecuzione federali utilizzati tra il 2020 e il 2021;

il ripristino dei protocolli di esecuzione federali utilizzati tra il 2020 e il 2021;

la possibilità di utilizzare metodi alternativi di esecuzione, inclusi il plotone d’esecuzione e altri metodi già adottati in alcuni Stati, come l’ipossia da azoto e l’elettrocuzione;

la possibilità di utilizzare metodi alternativi di esecuzione, inclusi il plotone d’esecuzione e altri metodi già adottati in alcuni Stati, come l’ipossia da azoto e l’elettrocuzione;

una maggiore disponibilità dei procuratori federali a richiedere la pena capitale.

una maggiore disponibilità dei procuratori federali a richiedere la pena capitale.

Il comunicato del Dipartimento di Giustizia e il rapporto allegato offrono........

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