Tra silenzio e corpi significanti. Linguaggi artistici in fusione al Festival Fog
Potrebbero essere le performance di Romeo Castellucci il simbolo dello spirto di FOG il Festival Performing Arts della Triennale di Milano, con la loro radicale irriducibilità a ogni definizione. Alla nona edizione, con la direzione di Umberto Angelini, la rassegna milanese si è distinta per l’attenzione alle nuove frontiere dello spettacolo dal vivo, con teatro, danza, performance e musica a dar vita a opere senza confini di genere. L’edizione 2026 iniziata il 28 febbraio con la nuova creazione di Castellucci “Credere alle maschere” con circa 30 spettacoli fino al 27 aprile, si estenderà poi con una seconda parte tra ottobre e novembre.
In Castellucci la declinazione è tuttavia quasi “in negativo”: nessuno al centro di una scena, se non oggetti portati da personale di servizio, in dialettica con un lemma, proiettato sul muro bianco. Attorno i corpi degli spettatori a ferro di cavallo........
