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“Coro degli amanti”, il tempo che cambia l’amore

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03.10.2026

Non è la prima volta che Thiago Rodriguez gioca con il teatro e la performance degli attori per raccontare in mondo indiretto storie o esperienze della vita. Lo ha fatto con “By heart”, in replica da anni (ne abbiamo scritto qui) in cui la pratica attoriale del “fare memoria” diventa filo giocato con gli spettatori per cucire frammenti di una storia familiare. Un filone intimo - che Rodrigues coltiva accanto a quello più politico (pensiamo a “Catarina, e la bellezza di uccidere fascisti” di cui abbiamo scritto qui ) – e a cui appartiene anche “Coro degli amanti”. Letteralmente è la storia di una coppia, sebbene l’amore sia sempre una questione politica perché è istituzione sociale, incontro-scontro di generi, ecc. Forse è politica nella misura in cui la “comunità degli amanti” come propose in un saggio Maurice  Blanchot, condivide con il “popolo” in piazza la fondazione di un’etica, che sta prima di ogni legge e che affonda in una presenza, nell’essere assieme, in cui “il dire prevale sul detto” scriveva il filosofo francese.

La coppia in scena, pensata da Rodrigues in questo testo, nella prima parte punta tutto sull’essere assieme dove la performance è più importante di ciò che è detto, perché l’invenzione simbolica di Rodrigues è che i due interpreti parlino in sincrono. Lo fanno in modo egregio e fluido i due attori scelti per questa prima regia italiana di Rodrigues, Isabella Ragonese e Francesco Alberici. La pièce si srotola a due voci e il duetto narrativo parte da un episodio drammatico: una sera, mentre guardano insieme Scarface sul divano, Lei ha un attacco d’asma violento, Lui la porta di corsa in automobile all’ospedale, Lei è in........

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