La scollatura di Vannacci e le gonne di Tajani. Lo squallore sul corpo delle donne
E ci risiamo. La qualità del dibattito pubblico si sta misurando ancora una volta in... centimetri di stoffa. Sul corpo di una donna. Nemmeno fossimo a Teheran. Anzi, mi fa pensare che il burqa così citato in questi giorni di propaganda da basso impero in fondo sia non solo un pretesto per ridarsi centralità nell'unico tema che la destra condivide davvero e ha sempre spacciato come soluzione di tutti i mali (e quando i mali si ingigantiscono e si moltiplicano, eccolo lì da usare come coperta, letteralmente come drappo che vela e nasconde), ma un fantasma che affiora, un archetipo che si vuole esorcizzare. Allora unendo i puntini escono fuori cose imbarazzanti, e legittima inquietudine.
Tajani che, preso dal fervore metaforico, confeziona un perfetto spot degli anni Cinquanta sulla "donna affidabile" che grazie alla sua serietà tiene a posto i matrimoni. Perché si sa, la variabile impazzita che può far fallire le famiglie non sono le condizioni economiche, i salari più bassi d'Europa, il carovita drammatico e la crescente misoginia che prende le forme della violenza domestica e dei suoi esiti peggiori (ma no, nessuna educazione sessuo-affettiva: basta vietare il burqa e chiamare tutte le scuole "licei", pure l'asilo, per far fare loro l'upgrade a percorsi educativi perfetti), ma la poca serietà, anzi "affidabilità" delle donne. Vannacci, lo scompaginatore........
