La rivoluzione in locomotiva, il lascito di Guccini alla generazione del '68. E non solo
Ma io non ve lo devo spiegare, cosa era per la mia generazione Francesco Guccini, morto oggi a 86 anni, dopo innumerevoli vite. Era una cosa vicina alla giustizia, ma più poetica. Una cosa vicina alla poesia, ma più dura e meno intima, più collettiva e condivisa. Per noi volontari della chitarra - eravamo tanti, nella mia generazione - le sue canzoni erano tra le prime cose che imparavi, con la pennata abbondante e chissenefrega dell'intonazione: basta la passione e sì, ora lo scrivo davvero, la purezza d'animo. Una qualche purezza di cui non sapevamo il nome, ma di cui intuivamo la grandezza, la forza, la necessità. Era il lascito, per noi, di quelli che avevano fatto il '68 e il '77 e non importa quanto s'erano persi: le cose restavano. Compresa l'altra rivoluzione: il modo di cantarle. Che nell'Italia melodica e........
