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Sfide e interrogativi della coalizione dei volenterosi per l'Ucraina

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23.02.2026

(a cura di Nicolò Murgia, Ricercatore junior nel programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell’Istituto Affari Internazionali)

Sono continuati anche nel 2026 gli incontri della “Coalizione dei volenterosi”, per discutere delle iniziative di supporto all’Ucraina messe sul tavolo dai paesi leader del gruppo, Francia e Regno Unito, in particolare il possibile invio di una “forza multinazionale” per svolgere attività di peacekeeping e training delle forze ucraine.

La posizione dei Paesi europei e la missione in Ucraina

Una missione europea su territorio ucraino rappresenta l’iniziativa più dibattuta e divisiva all’interno della coalizione, tanto che nel comunicato dell’ultimo vertice di gennaio si prospetta un contributo di “volenterosi tra i volenterosi”, ossia di un gruppo ristretto all’interno della coalizione.  La Coalizione dei volenterosi presenta un formato, quello per l’appunto descritto dal nome, reso necessario dalla prospettiva dell’imposizione di un veto di Paesi come Ungheria e Slovacchia in ambito UE, e da un rifiuto americano di un coinvolgimento diretto della NATO, rispetto ad un’iniziativa di supporto all’Ucraina come quella messa sul tavolo dal Regno Unito e dalla Francia.

La coalizione include formalmente anche paesi che condividono le posizioni di fondo del gruppo, in particolare l’importanza della capacità dell’Ucraina di difendersi e il primato della sua sovranità come pilastro di un accordo di pace, ma che non hanno intenzione, per ragioni diverse, di mandare truppe in territorio ucraino. L’Italia è un esempio eminente di questa categoria di Paesi. Per quanto concerne quindi l’impiego di personale militare, che sia in ambito terrestre, navale o aereo, si profila l’emergere di una coalizione di volenterosi all’interno della coalizione dei volenterosi, con alla guida Francia e Regno Unito. L’iniziativa si presenta dunque come una piattaforma di carattere multilaterale all’interno della quale costruire consenso e adesione circa un’iniziativa potenzialmente più incisiva come l’invio di truppe, con un coinvolgimento di altri membri in formato ridotto.

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