Basta totonomi, costruiamo il programma
I giornali riempiono le pagine con il totonomi e le scaramucce sulle modalità di scelta del leader. È comprensibile: fa notizia, genera dibattito, si presta ai titoli a effetto. Ma è esattamente il contrario di ciò che i potenziali elettori del centro-sinistra chiedono. Perché quell'elettorato è più composito e più esigente di quanto la politica sembri disposta ad ammettere. Ci sono i moderati che guardano a sinistra senza trovarvi ancora un approdo convincente. C'è una sinistra frammentata — soggetti e gruppi che spesso faticano a parlarsi. E ci sono — dato non trascurabile — quegli italiani che per anni avevano smesso di votare e che al referendum sulla separazione delle carriere sono tornati alle urne, scegliendo il No. Persone che non cercano un simbolo o un volto, ma un progetto in cui riconoscersi. E c'è un elemento che rende tutto questo urgente, non rinviabile: dopo gli ultimi passi falsi del governo, la tentazione di andare alle urne anticipatamente diventa meno improbabile e meno lontana. Chi si oppone a questa maggioranza non può arrivare impreparato a un appuntamento che potrebbe essere convocato prima del previsto. Cosa chiedono, concretamente, questi elettori? Di partecipare alla costruzione di un programma. Di trovare risposte serie su questioni che incidono sulla loro vita quotidiana: la distribuzione del carico fiscale, le politiche del lavoro e della sicurezza, il sostegno alle famiglie, le opportunità per i giovani. E poi le pensioni, da ripensare alla luce di un mercato del lavoro che le nuove tecnologie stanno trasformando in profondità. C'è poi la questione che nessuna forza progressista può continuare a eludere: dove sta l'Italia sulle guerre in corso, sugli armamenti, su quale modello di Europa vogliamo costruire. Abbiamo la guida dell'art.11 della Costituzione cui attenerci. Affrontare tutto questo è difficile e laborioso. Richiede coraggio, sintesi, disponibilità al conflitto interno. Ma è precisamente per questo che bisogna cominciare adesso, subito, con un confronto trasparente e aperto ai contributi di chi vuole essere protagonista — non spettatore — della politica che verrà.
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