Malta tra passato e futuro: viaggio alla scoperta di luoghi, eventi e patrimoni inesplorati
Nuova luce su Malta. Per troppo tempo meta turistica sottovalutata dai viaggiatori a livello mondiale sta finalmente vivendo una “primavera” di novità in ogni settore. Motivo? Probabilmente campagne turistiche scarse in passato e la vicinanza di mete cool come la Sardegna e la Sicilia. Qualcuno aggiunge: “Ci sono stato quando ero giovane, per un corso d’inglese”. Vero anche questo, per molti italiani è tutt’ora una delle mete predilette per imparare l’inglese in quanto è uno stato bilingue (in passato faceva parte del regno britannico) e i corsi risultano più economici di quelli nel Regno Unito. Per non parlare del fatto che a Malta la vita notturna e le spiagge, tra le più belle del Mediterraneo, sono alla portata di tasca per i giovani.
Ora questo arcipelago nel cuore del mar Mediterraneo, a soli 80 km dalla Sicilia, a 284 km dalla Tunisia e a 333 km dalla Libia, compreso nella regione geografica italiana, sta cambiando faccia e contenuti. La nuova Malta guarda al futuro pur tenendosi ben strette le radici delle sue tradizioni e attrazioni, alcune già riconosciute Patrimonio Unesco dell’Umanità (Valletta che con soli 6.000 abitanti e meno di due chilometri di lunghezza, è la capitale più piccola d’Europa, un autentico piccolo gioiello incastonato nel mare, la prima città europea ad essere pianificata da zero, nel lontano 1566), l’ipogeo di Ħal-Saflieni e i templi megalitici. A cui si aggiungono i Patrimoni immateriali Unesco come la Ftira che non è solo un pane, ma un gesto quotidiano che unisce famiglie e comunità. Si riconosce per crosta spessa e mollica leggera “a grandi alveoli”, si cuoce a temperature più alte rispetto ad altri pani maltesi ed è tradizionalmente farcita con ingredienti mediterranei (olio, pomodoro, tonno, capperi, olive). O il Għana, canto popolare maltese, che abbraccia tre forme canore in rima: il quick wit għana, duello improvvisato fra cantori basato su prontezza, arguzia e rime; il factual għana, poema narrativo cantato da un solista per fissare nella memoria eventi locali; il bormla għana, stile melodico a grande estensione vocale, storicamente femminile. Le sessioni si svolgono tutto l’anno in case, piazze, festival, alimentando cameratismo tra performer e pubblico e contribuendo alla trasmissione della lingua maltese e della memoria collettiva.
Dopo l’ingresso nell’Unione europea, il 1º maggio 2004 (dal 1º gennaio 2008 è anche entrata a far parte dell’eurozona), Malta sta seguendo (e inseguendo) una trasformazione strategica, soprattutto sul turismo, voce dominante e determinante per l’economia, come delineato durante la conferenza nazionale “Review, Reset, Realign”, che va oltre la semplice crescita dei numeri ma si sta orientando su un turismo a basso impatto e ad alto valore aggiunto. “Per Malta la parola chiave non è più crescita, ma equilibrio”, spiega Ester Tamasi, direttrice VisitMalta in Italia, “Il nostro impegno è rafforzare il rapporto tra comunità e visitatori, promuovendo un modo di viaggiare che valorizzi il territorio e la sua storia stratificata. Malta non si visita: si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare”.
I commenti dei lettori
HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.
