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Garlasco: il processo penale non dovrebbe mai servire a soddisfare bisogni emotivi collettivi

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12.05.2026

Il caso Garlasco è tornato al centro del dibattito pubblico con una forza quasi paradossale. Eppure, proprio in questa fase di massima pressione mediatica, credo sia necessario partire da un principio che dovrebbe essere elementare in qualsiasi democrazia liberale: Andrea Sempio, allo stato, è innocente.

Non innocente nel senso ambiguo e televisivo dell’espressione “fino a prova contraria”, ma innocente nel senso tecnico e costituzionale del termine. Perché nel nostro ordinamento l’indagato non deve dimostrare nulla; è lo Stato che deve dimostrare tutto. E questa precisazione non rappresenta una formula garantista di maniera, ma il cuore stesso del diritto penale moderno. È nei momenti di maggiore emotività collettiva che il principio di presunzione di innocenza acquista il suo valore più autentico. Perché il rischio che si avverte oggi è molto chiaro: sostituire una colpevolezza narrativa con un’altra colpevolezza narrativa. E per comprendere davvero la delicatezza del momento che stiamo attraversando bisogna ricordare un dato che nel racconto mediatico sembra quasi rimosso: sul caso Garlasco esiste ancora un giudicato definitivo di condanna nei confronti di Alberto Stasi. Una sentenza irrevocabile. Questo non significa sostenere che il sistema giudiziario sia infallibile o che eventuali elementi nuovi non possano essere valutati ma significa ricordare che il giudicato, nel nostro ordinamento, non è un’opinione modificabile secondo il clima culturale del momento. Il giudicato è il punto in cui lo Stato afferma che una determinata ricostruzione processuale costituisce, salvo rimedi straordinari, la verità giuridicamente accertata.

Ed è precisamente per questa ragione che la revisione rappresenta un istituto eccezionale. Non nasce per riaprire ciclicamente i processi che tornano al centro dell’attenzione mediatica. Nasce per evitare errori giudiziari clamorosi in presenza di prove nuove, decisive e incompatibili con la responsabilità già........

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