L'energia dei giovani
Qualcosa si muove tra i giovani. Dovremmo prestare più attenzione a ciò che sta accadendo. Le recenti elezioni americane, la mobilitazione studentesca in Serbia, diventata partecipazione politica, e le manifestazioni in diversi Paesi europei, Italia compresa, raccontano situazioni differenti. Ma hanno qualcosa in comune: il bisogno delle nuove generazioni di far sentire la propria voce, di contare nelle decisioni che riguardano il loro futuro.
Naturalmente non tutte le proteste sono uguali, non tutte le motivazioni coincidono e non tutte le forme di mobilitazione sono condivisibili. Quando si arriva alla violenza si oltrepassa un confine che va riconosciuto senza ambiguità. Ma sarebbe un errore altrettanto grave fermarsi agli episodi di violenza e perdere di vista quello che si muove sotto la superficie.
Da anni parliamo moltissimo dei giovani. Molto meno spesso parliamo con loro. E soprattutto facciamo ancora troppo poco per modificare concretamente le condizioni nelle quali devono costruire la propria vita.
Partiamo dal potere d'acquisto. Un giovane che oggi entra nel mondo del lavoro, anche con un reddito decoroso, incontra difficoltà crescenti nel conquistare autonomia economica e abitativa. Un affitto, una casa, un progetto familiare, la possibilità di risparmiare: obiettivi più lontani rispetto alle generazioni precedenti.
Non è soltanto una percezione. L'Ocse ha documentato la stagnazione dei salari reali in Italia. Il costo dell'abitare e l'incertezza occupazionale rendono ancora più difficile trasformare il lavoro in indipendenza.
Ma non è solo una questione economica. Per un giovane il denaro rappresenta anche libertà: scegliere, rischiare, sperimentare, sbagliare e........
