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I buoni libri e la lezione del tarassaco

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22.09.2026

“Non tutti i nostri libri periranno”, si augura l’anziano imperatore Adriano, in una lunga, appassionata e malinconica lettera al figlio adottivo Marco Aurelio, cui passerà lo scettro del comando. E gli suggerisce di “aprire biblioteche come granai, ammassare risorse contro l’inverno dello spirito che, nonostante tutto, vedo arrivare”. Le relazioni con la conoscenza (anche per governare il potere e per controllare se stessi rispetto al proprio potere), con i tanti e pur controversi rapporti con l’amore e dunque, in ogni modo, con i libri, animano le pagine più intense delle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. E suggeriscono un impegno assiduo per continuare a far vivere le parole, i racconti, le testimonianze e i ricordi.

Le parole scritte. E i buoni libri, proprio per capire i tempi difficili che stiamo attraversando, averne una spiegazione, una consolazione, una compagnia. Oppure, perché no? l’indicazione di una via d’uscita. Nella stagione della diffusione pervasiva dell’economia digitale e del controverso successo dell’AI, vale la pena alzare lo sguardo dalle cronache delle polemiche sulle strategie delle Big Tech e guardare con attenzione anche a quel che si muove nel mondo delle pagine di carta ben scritte. Nel mondo dei libri, appunto.

Oltre 160mila presenze a Pordenonelegge, dal 16 al 20 settembre, per la “Festa del libro e della libertà”, aperta da una lectio di Salman Rushdie e conclusa da un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con circa 450 incontri segnati........

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