menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L'arte delicata e potente di Ester Vonplon al Fotomuseum di Winterthur

34 0
05.03.2026

L'impatto della fotografia sul modo in cui vediamo noi stessi e il mondo: di questo si occupa il Fotomuseum di Winterthur inaugurato nel 1993 nel cantone di Zurigo. La sua collezione permanente che comprende circa 9.000 oggetti fotografici cresce grazie ale esposizioni programate a sostegno di artisti emergenti o affermati.

Dallo scorso 28 febbraio uno dei suoi spazi è riservato a Battito d'ali esposizione della fotografa Ester Vonplon (Zurigo, 1980) dedita a una pratica artistica che prevede l’esplorazione di paesaggi poco conosciuti, meglio se nascosti o addirittura inaccessibili.

La pittura di paesaggio è un genere che si è evoluto da sfondo prima mitologico (di origine ellenistica), poi religioso (durate il Medioevo) per rendersi poi autonoma a partire dal XVII secolo. Ha vissuto svolte chiave con l'impressionismo (en plein air), il post-impressionismo, fino all'espressionismo e all'astrattismo nel XX secolo che le ha permesso di focalizzarsi sulla ricerca della luce e di emozione interiori. Il paesaggismo contemporaneo incorpora nuove tecnologie, la fotografia e tecniche miste per esplorare la connessione personale dell'artista con il mondo naturale. 

Il lavoro di Vonplon è rivolto a ecosistemi fragili, a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e dell’intervento umano. I gruppi di opere, esposti in formati volutamente diversi a Winterthur, sono tracce di una foresta primordiale di abeti rossi, riprese effettuate in una valle alpina d’alta quota, in una riserva forestale e infine in un paesaggio fluviale.

Vonplon documenta quello in cui si imbatte utilizzando con straordinaria maestria tecniche fotografiche di vario genere. Il suo spirito di sperimentazione a nuove prospettive rispetto al paesaggismo fotografico tradizionale: i peculiari effetti cromatici ottenuti sono causati dalla sua capacità di far interagire le sostanze chimiche che impiega in questi processi.

Ci sono lavori ottenuti senza l'utilizzo della macchina fotografica, impressionando direttamente carta fotografica. Così accade per quelli realizzati con Cellofix risalente al 1907: l’interazione tra il supporto fotosensibile esposto direttamente e gli steli, le pietre, i funghi, le piume da lei collocati sopra per catturarne i contorni ha generato una qualità d’immagine autonoma, caratterizzata da limpide sfumature cromatiche.

Quale che sia il mezzo, il tipo di impressione o lo sviluppo utilizzato, le immagini di Voplon trasmettono l’idea che nei luoghi dove sono avvenute le riprese la natura segua le proprie regole.

Tutti i processi di lavorazione attuati da questa artista mostrano la natura così com’è in un determinato momento, senza alcuna intenzione di ordinare o controllare la situazione reale.

Un tunnel abbandonato nella Valle di Safien, nei Grigioni, è servito a Vonplon come camera oscura. Per settimane o persino mesi, ha steso sul terreno carta fotografica di grande formato, lasciando che le sostanze chimiche, la luce scarsa e le condizioni climatiche mutevoli interagissero tra loro. Influenze ambientali sottili spesso impercettibili sono state registrate attraverso lunghi tempi di esposizione e diventate visibili proprio grazie a essi.

Il risultato è una visualizzazione dello scorrere del tempo, ma può anche essere letto come un ritratto specifico del tunnel divenuto contemporaneamente luogo di lavoro, macchina fotografica e soggetto.

Chi guarda si trova nell'imbarazzo di sentirsi un osservatore stupito da una natura indifferente alla nostra presenza, o di sentirsi una minaccia alla sua esistenza semplicemente con la propria presenza?

L'arte fotografica esposta al Fotomuseum di Winterthur risulta delicata ma al tempo stesso potente.

"Non credo che in natura esista davvero il silenzio. La natura è rumorosa. Che si tratti di un ghiacciaio, di una foresta o di qualsiasi luogo all’aperto, la natura è costantemente in movimento. Alberi, animali, insetti, ruscelli mormoranti, ghiacciai che si staccano, vento, pioggia". È questo il commento con cui i Vonplon accompagna l'esposizione.

I commenti dei lettori

HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.


© HuffPost