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A Sport Business Forum c’è Tamberi: tutti i segreti della sua carriera dopo l’oro di Tokyo

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02.06.2026

Un centro di gravità. Permanente. Il traguardo inconfessato di Gianmarco “Gimbo” Tamberi. Che a trentaquattro anni – li ha compiuti ieri – vive ogni assalto al cielo come non ci fosse un domani. Che nel brivido del rischio (Fly or die, vola o muori, il suo motto esagerato) assapora l’antidoto alla mediocrità. Che, rara avis dell’élite sportiva, abbina esuberanza sfrenata e disciplina rigorosa.

Sfide, emozioni, trionfi, cadute. E un’istantanea scolpita nella storia dell’atletica. Tokyo 2020, il 1° agosto del 2021, finale di salto in alto tra l’azzurro e il qatariota Mutaz Essa Barshim. Destini paralleli (entrambi hanno scontato infortuni devastanti) e un rapporto che va oltre la pedana, cementato com’è da ripartenze logoranti, allenamenti in coppia, sostegno reciproco in gara, presenza ai rispettivi matrimoni, anche.

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Stavolta superano l’asticella a 2,37 metri e la parità di errori impone una scelta. Condivisione dell’oro olimpico o spareggio ad oltranza? Barshim, stremato, rivolge uno sguardo all’avversario-amico. Che ricambia, allarga il sorriso e, rivolto al giudice, annuisce all’ex aequo. Si abbracciano, piangono insieme, esplode la gioia. Non era mai accaduto. Sì, per Gimbo, rispetto e amicizia pesano........

© Corriere delle Alpi