menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

È morto Sandro Mazzola, il campione che seppe diventare se stesso

18 0
19.09.2026

Il tempo dovrebbe lasciar stare gli uomini che donano felicità. Purtroppo è impossibile, e ci troviamo costretti a carezzare i grani di un rosario fatto di ricordi, di emozioni, di gioie. Di un tempo in cui Mazzola non era un cognome: era un soprannome. «Sembri Mazzola» era una pietra di paragone per indicare qualcosa di inarrivabile, imprevedibile.

Sandro Mazzola era nato a Torino nel 1942 e aveva appena sei anni quando Superga si prese suo padre Valentino e con lui il Grande Torino, la squadra che aveva fatto del calcio una forma di epopea nazionale. Il piccolo Sandro rimase dunque con un cognome enorme e una memoria che non poteva essere sua, perché troppo presto gli era stata consegnata dagli altri. Essere figlio di Mazzola doveva essere una faccenda mica semplice. Il padre era un mito: lui doveva diventare un uomo. Diventò un campione.

Sandro prese il cognome paterno e lo portò sui campi: non tentò di imitare Valentino. Fece la cosa più seria che un figlio possa fare........

© Corriere delle Alpi