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Se la Ue imbocca la strada giusta

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12.02.2026

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Lo snodo sembra cruciale, ma qualche cautela è consigliabile. Ventiquattr’ore separano due eventi che potrebbero almeno abbozzare il percorso d’una nuova Europa. Oggi, nel castello belga di Alden Biesen, si riuniscono i vertici della Commissione e del Consiglio europeo con i ventisette capi di governo dell’Unione. L’obiettivo di implementare infine i dossier, colpevolmente dimenticati, di Mario Draghi ed Enrico Letta sui nostri ritardi nel mercato unico e nella competitività s’è arricchito via via di ulteriori prospettive e parole d’ordine. L’apertura alle cooperazioni rafforzate, sottintese dallo stesso Draghi nella formula del «federalismo pragmatico» e ora benedette anche da Ursula von der Leyen; l’inedita alleanza tra Roma e Berlino, che chiede a Bruxelles semplificazioni procedurali, più velocità e più voce agli Stati sui processi legislativi a costo di sacrificare talvolta, chissà, persino il totem dell’unanimità; un progetto strategico per la difesa continentale quale il caccia di sesta generazione Gcap che porta la firma dell’italiana Leonardo e sta attraendo i tedeschi: in breve, pur tra consuete divisioni ed esitazioni, qualche accenno alla volontà, per chi può e con chi ci sta, di rimanere al passo d’un mondo che con Trump s’è messo a correre ridisegnando le sue........

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