Vecchio Cinema Paradiso
Era stata una giornata difficile.Mi sembrava di essere sempre allo stesso punto, immobile in una curva senza guard rail a cercare di parare i colpi degli ostacoli infiniti che, sgommando a tutta velocità, mi si avventavano contro facendomi rischiare di precipitare giù in un dirupo.Mi serviva un bigliettino di auguri per una cena di compleanno a cui avevo deciso di partecipare all’ultimo momento ma erano già tutti chiusi, tranne il mega store cinese che un tempo era stato il glorioso cinema Arcobaleno.Non ci ero più entrata da quando aveva chiuso definitivamente, anche un po’ per protesta.Quel luogo, dove avevo visto i miei film preferiti da quando ero bambina fino a quando ebbi la libera uscita il sabato sera a sedici anni, dove avevo dato il mio primo bacio e dove tornai sempre per consuetudine anche da adulta, era stato spazzato via brutalmente. E la cosa mi immalinconiva.Scesa al secondo piano, in un anonimo reparto di cancelleria, mi resi conto di trovarmi esattamente in corrispondenza della sala principale, dove tutte le volte, varcata la soglia con la tenda rossa di velluto, mi sembrava di entrare in una bolla viaggiante fatta di attesa del buio e impazienza di crescere.
La cosa diede una stangata al mio già assai precario stato emotivo.Credo a un certo punto di aver pensato ad alta voce, commentando il fatto che i bigliettini di........
