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De Laurentiis, altri segnali a Conte: «Non può lasciarmi all’ultimo istante, ucciderebbe la sua creatura»

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15.04.2026

Il presidente del Napoli continua con le sue esternazioni negli Usa. Al New York Times ha detto: «È una persona seria, sa che servono mesi per organizzarsi. Un rimpianto? Avergli dato retta sulla mancata cessione di Kvara»

Continuano le interviste di Aurelio De Laurentiis negli Stati Uniti. Dopo le dichiarazioni rilascite alla Cbs il presidente del Napoli è tornato a parlare di Antonio Conte stavolta per un magazine del New York Times.«Antonio Conte - ha detto - è un uomo molto serio. Ha un contratto con me, non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto». E ancora: «Ucciderebbe la sua creatura, se la abbandonasse all’ultimo minuto, creerebbe un grosso problema. A meno che non decida immediatamente di andare via, allora avrei tempo in questi mesi per trovare qualcun altro. Altrimenti non credo che Conte lasci mai il Napoli. È serio e professionale». 

Il presidente ha parlato molto del tecnico e della ipotesi che lasci la squadra per accettare un eventuale incarico con la Nazionale. Scenario che al momento è del tutto ipotetico, come ha ricordato lo stesso De Laurentiis, ma come ribadito anche da Conte dopo il pari di Parma. Il tecnico pugliese, infatti, ha detto di non aver mai dato la sua disponibilità ad allenare la Nazionale e di avere un altro anno di contratto con il Napoli. «Ad oggi - ha detto De Laurentiis - non abbiamo un capo della Federazione, quindi nessuno può proporgli la panchina. Bisogna prima risolvere questo problema, altrimenti dovremo aspettare le elezioni federali a giugno (il 22, ndr)». 

Il presidente ha ricordato ancora il primo incontro con Conte. «È stato dieci anni fa alle Maldive. Eravamo in vacanza, ho conosciuto la sua famiglia. Mentre eravamo a pesca, mi ha raccontato la sua teoria sul calcio, affascinandomi. Era come uno scrittore che mi descriveva un film incredibile da realizzare. Quando è arrivato il momento non ho esitato a contattarlo per convincerlo a venire a Napoli ed è stato un buon matrimonio».

Ovviamente, non poteva mancare un parallelo cinematografico in cui elogia il lavoro del suo allenatore. «Antonio è come quel personaggio nel film di Stanley Kubrick sui militari. Quando lavori per 100 milioni di sostenitori, hai una responsabilità enorme. Non si può scherzare, ma i giocatori sono ragazzini e possono commettere errori. Quindi vanno governati con mano fermissima e Antonio è perfetto da questo punto di vista. È un grande allenatore perché ha il concetto di come difendere e quando lo sai fare bene probabilmente vinci. Se vuoi solo attaccare, probabilmente perdi. Forse è più eccitante, ma non vinci nulla». Uno dei pochi rimpianti di questa esperienza, secondo De Laurentiis, è aver accontentato Conte sulla permanenza di Kvaratskhelia, almeno inizialmente. «All’inizio della nostra avventura, abbiamo ricevuto un’offerta da 200 milioni dal Psg e altri club per vendere in blocco Osimhen e Kvaratskhelia insieme. Conte mi disse “puoi vendere Osimhen, ma per favore non vendere Kvaratskhelia”. È stato un grande errore, perché poi ho avuto problemi sia con il padre che con il suo agente». 

Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ha affrontato numerosi temi legati allo sviluppo del calcio, non solo italiano. Tra le sue proposte, l’idea di ridisegnare sia i campionati sia le coppe. Il produttore cinematografico immagina una formula alternativa che riunisca i migliori club dei principali cinque campionati europei, senza però sostituirsi alla Champions League.«Prendiamo le squadre più importanti di Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra… Dovrebbero fare non una Super Lega, ma un Super Campionato».

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