«Basta medici nel mirino, c'è chi come me trascorre dieci ore al giorno in sala operatoria per combattere le liste di attesa»
Parla il direttore dell'Urologia dell'Ospedale del Mare, Antonello Cioffi: «C'è chi critica la scelta dell'intramoenia, ma non capisce che conviene soprattutto alle aziende pubbliche»
Il direttore dell'Urologia dell'Ospedale del Mare Antonello Cioffi
PONTELATONE In media — racconta al fresco di un locale della valle del Volturno — trascorre circa dieci ore al giorno in sala operatoria. Quasi tutti i giorni. E non lo fa in una clinica privata, bensì all’Ospedale del Mare, registrando un indice di produttività del 105 per cento, in una lotta incessante contro i tumori urologici e le liste di attesa: «Bisogna considerare — spiega — che non ci sono soltanto gli interventi programmati, ma anche quelli urgenti attraverso il Pronto soccorso. E se non si rimane a lungo in sala operatoria, diventa poi difficile far fronte all’affollamento. La stanchezza c’è, ma te ne accorgi soltanto a fine giornata». In quasi due anni ha eseguito 356 interventi di chirurgia robotica, di cui circa 250 prostatectomie, 70 nefrectomie e 30 cistectomie. Si chiama Antonello Cioffi, è di Aversa, 44 anni il prossimo 6 agosto, sposato con Lucrezia, anche lei aversana, bocconiana e con un lunga esperienza aziendale a Milano, e papà di una bimba e di un’altra in arrivo. È considerato tra i massimi esperti in Italia nella chirurgia mini-invasiva e robotica. Dal 1 settembre 2024 è direttore dell’UOC di Urologia presso la struttura di........
