«L’America’s Cup a Pozzuoli sconfigge il dramma del bradisismo. La politica non vuole allarmi»
Campi Flegrei, viaggio tra i commercianti: l’80% ha chiuso la saracinesca
Se non fosse per le transenne e i nastri biancorossi che spuntano qua e là o per le fenditure che sfregiano le facciate dei vecchi edifici in tufo, a prima vista a Pozzuoli il bradisismo sembrerebbe scomparso. Al porto traghetti in piena attività sfornano frotte di turisti abbronzati e con trolley al seguito, gabbiani si levano in volo su un mare così limpido che ti vien voglia di fare un tuffo. Mimmo, titolare della pasticceria «Dolci momenti» sfodera ottimismo e dispensa sorrisi ai tanti clienti: «La crisi? Ma no, si lavora bene anche adesso, soprattutto sabato e domenica. Noi garantiamo qualità».
Eppure gli altri esercenti non la pensano così. Michele Vanacore del vicino ristorante Il Gozzetto abbozza una smorfia: «La scossa del 31 luglio ci ha tagliati le gambe. Abbiamo perso almeno il 50% dei coperti. Ho dovuto mandare a casa due dipendenti e questo mi fa stare malissimo. Turisti e avventori locali si scoraggiano: vedono le transenne e si impauriscono. E poi onestamente non condivido la decisione del sindaco Manzoni e della maggioranza: ma come si fa a non chiedere lo stato di emergenza? Io penso che su tutto abbia prevalso la volontà di salvare l’America’s Cup. Sappiamo bene che anche Bagnoli rientra in zona rossa e penso che con l’emergenza avrebbero bloccato tutto, perciò la politica non è d’accordo».
Tesi rilanciata anche da altri esercenti e comuni cittadini qui nel centro del capoluogo flegreo, dove sotto lo sguardo protettore di San Procolo hanno chiuso i........
