È morto Peppino di Capri, aveva 86 anni
Scompare dopo una lunga malattia. Con il suo pianoforte, la voce da crooner e un'eleganza mai esibita, ha accompagnato l'Italia dal boom economico agli anni Duemila. A soli quattro anni si esibiva per i soldati americani a Capri
Si è spenta una delle grandi voci di Napoli. Peppino Di Capri è morto oggi a 86 anni dopo una lunga malattia nella sua amata isola. Proprio qui, l'estate scorsa, l'ultimo regalo al suo pubblico, quando cantò a sorpresa accompagnato dalla band Capri Rockers, capitanata dal figlio Edoardo Faiella. Per oltre sessant'anni è stato uno dei volti più riconoscibili della musica italiana. Con il suo pianoforte, la voce da crooner e un'eleganza mai esibita, ha accompagnato l'Italia dal boom economico agli anni Duemila, contribuendo come pochi altri a trasformare la canzone napoletana in un linguaggio pop capace di parlare al mondo. Ha cantato la Dolce Vita, le estati al mare, i grandi amori e le nostalgie. Con lui la canzone napoletana ha imparato a dialogare con il rock'n'roll americano, il twist, il jazz e il pop internazionale senza perdere la propria identità.
Nato Giuseppe Faiella a Capri il 27 luglio 1939, Peppino Di Capri è stato uno dei protagonisti assoluti della musica leggera italiana. Cantante, pianista, compositore, autore e imprenditore discografico, ha costruito una carriera lunga oltre sei decenni, attraversando generazioni e trasformazioni profonde dell'industria musicale senza mai smarrire un tratto distintivo: l'eleganza.La sua vicenda artistica coincide con quella di un'Italia che usciva dalle macerie della guerra e cercava un nuovo linguaggio per raccontarsi. Se Domenico Modugno aveva spalancato le finestre della canzone italiana, Peppino Di Capri contribuì a spalancarne le porte verso il mondo anglosassone, dimostrando che il rock e il pop potevano parlare anche italiano e perfino napoletano.
Il bambino prodigio di Capri
Attorno alla sua infanzia è nata quasi una leggenda. Ancora bambino, a soli quattro anni, si esibiva al pianoforte davanti ai soldati americani presenti sull'isola durante la Seconda guerra mondiale. Era il primo incontro con quella musica d'oltreoceano che avrebbe cambiato il suo destino.Capri, negli anni del dopoguerra, non era soltanto una delle mete più affascinanti del Mediterraneo. Era un laboratorio internazionale frequentato da artisti, intellettuali, turisti, jazzisti e musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Fu proprio quell'ambiente cosmopolita a forgiare il giovane Giuseppe Faiella, cresciuto tra lo........
