Pregliasco: l’anno scorso 579 morti a Napoli. Ora proteggere i fragili
«Le alte temperature notturne stressano il cuore. Necessario un censimento delle persone da assistere»
La scorsa estate, Napoli ha registrato 579 decessi, le cui cause sono connesse in qualche modo alle ondate di calore. Il capoluogo partenopeo è risultato essere la terza città d’Italia dopo Milano, che invece contò 1.156 morti e Roma, dove le vittime furono 835.È quanto riferisce Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva de La Statale di Milano, nonché past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International.
Professore Pregliasco, quest’anno qual è l’andamento, a fronte di continue e persistenti ondate di calore?«Il risultato lo vedremo a fine stagione, quando potremo avere i dati della mortalità giornaliera come facevamo durante il periodo triste del Covid. Bisogna dire che non è un giorno di caldo che cambia la vita, ma il periodo e soprattutto le temperature che si registrano durante la notte, poiché se abbiamo caldo di giorno, ma la temperatura si abbassa........
