La guerra russo-ucraina alla vigilia di un possibile passaggio diplomatico
Analisi geopolitica del dott. Yari Lepre Marrani
A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, la guerra in Ucraina attraversa una fase nella quale la dimensione militare continua a prevalere, ma non è più sufficiente a descriverne la natura. Il conflitto rimane aperto, senza un equilibrio politico capace di tradursi in una pace, mentre parallelamente si intensificano i tentativi diplomatici, soprattutto americani, di costruire almeno una forma di de-escalation. La fotografia dell’autunno 2026 è dunque quella di una guerra ancora combattuta sul terreno e nello spazio aereo, ma sempre più condizionata dalla necessità di trovare una soluzione negoziale.
Sul piano militare, il fronte terrestre non registra al momento uno sfondamento decisivo. La Russia mantiene una pressione offensiva significativa, soprattutto nel Donbas e nelle aree orientali e meridionali, ma i suoi progressi rimangono relativamente lenti e costosi. Secondo l’Institute for the Study of War, l’offensiva russa del 2026 non ha prodotto finora né una vera manovra operativa né il collasso delle linee ucraine: nell’agosto scorso le forze russe avrebbero conquistato o consolidato poco più di 90 chilometri quadrati, una velocità assai lontana da quella necessaria per una conquista territoriale rapida. Parallelamente, l’Ucraina è riuscita in alcuni settori a contrattaccare e a recuperare terreno, in particolare nell’area di Lyman.
Questo non significa tuttavia che la situazione sia militarmente favorevole a Kyiv. La Russia conserva una maggiore profondità demografica e industriale, una consistente capacità missilistica e una produzione di droni che continua ad alimentare una guerra di logoramento. Mosca ha inoltre intensificato gli attacchi aerei contro infrastrutture energetiche, logistiche e urbane ucraine. Per Kyiv, il problema più immediato riguarda la difesa dello spazio aereo in vista dell’inverno: i sistemi Patriot, particolarmente importanti contro i missili balistici, sono insufficienti rispetto alla scala della minaccia.
L’Ucraina, a sua volta, ha modificato progressivamente la propria strategia. Non potendo competere con la Russia sul piano quantitativo degli armamenti convenzionali, ha sviluppato una crescente capacità di colpire in profondità il territorio russo, puntando soprattutto sulle infrastrutture energetiche e petrolifere. Gli attacchi contro raffinerie e depositi non hanno l’obiettivo soltanto di produrre un danno militare immediato: mirano a ridurre la capacità russa di........
