Vittorino Andreoli: “Mi preoccupa l’agonia della civiltà”
Una società si può riprendere, se perdiamo i principi, perdiamo l’umano
Vittorino Andreoli, meglio il Professor Vittorino Andreoli, non ha sicuramente bisogno di presentazioni. E’ lo psichiatra, conosciuto mondialmente, che ha “sdoganato” la fragilità. La considera una condizione umana universale, ergo, “cassandola” dal prontuario delle patologie. Ha studiato per decenni, e studia, profondamente il comportamento umano. La sua esperienza è cresciuta nei reparti, lavorando in “prima linea”. Nuotando per oltre mezzo secolo nel “mare magnum” della follia, sebbene convinto sia il cervello qualcosa di ancora inesplorato, è arrivato a conclusioni definitive. Affronta la paranoia, la demenza, la sofferenza mentale, ribadendo siano luoghi da abitare con comprensione e metodo intimamente umano. Andreoli ci ricorda la necessità di sostituire la psicologia dell’io con quella del noi. Il vero disagio oggi non è la malattia mentale, ma l’incapacità di stare insieme. Fra i rimedi principali, quelli che prescrive all’umanità, individuano la bellezza, come un gesto gentile, l’amore, ma non solo quello fra Giulietta e Romeo, come usa dire, bensì quello fra nonni e nipoti, padre e figlio. Lo incontriamo a Modena, all’appuntamento che incontra gli scrittori, evento che si tiene al BPER Forum. Qui presenta, con la passione che lo contraddistingue, a una sala stracolma, il suo ultimo libro che ha per titolo, un’affermazione tanto decisa quanto di speranza: “Ciascun uomo può cambiare. Breviario per riscoprire la nostra civiltà”. Un bel tomo, come quelli di una volta, seicentoottantotto pagine, edito da Solferino, ma semplice e comprensibile, dove il titolato autore ci ospita e ci conduce nella riscoperta delle nostre radici. Segue una formula tradizionale e originale a un tempo. Concepito come un antico breviario monacale, ritmato in una liturgia dell’esistenza, con una meditazione mattutina, sui quattordici principi che nell’insieme disegnano l’umanesimo, e con una lettura serale che, per un intero anno, incontrerà i personaggi edificatori della nostra civiltà. Una grande dichiarazione d’amore, del Professor Andreoli, per la storia e la cultura dell’Occidente che nasce nella Grecia classica, fiorisce nella Roma del Diritto e s’incontra con il cristianesimo per poi arricchirsi con la scienza e la tecnologia, esprimendosi attraverso figure tanto diverse quanto cruciali e affascinanti. Donne e uomini che, con il loro esempio di vita, le loro idee, hanno tracciato un cammino inarrestabile. In un momento in cui il male domina, il loro messaggio, può aiutare a superare l’agonia che la società sta vivendo, dalla crisi della politica all’aumento della povertà,........
