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Andrea Tognoni, dai “carùggi” de Zena ai “becos” delle favelas

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11.06.2026

Dici cambio vita, lascio l’Italia e vado all’estero, magari in Brasile. Ecco, mi sposto a Rio de Janeiro. Ma non siamo nel secondo dopoguerra dove, nel decennio 1950/1960, oltre quarantamila italiani, una marea di obbligati dal mal vivere, si sono trapiantati in cerca “dell’altra” fortuna americana. Nel nostro caso si parla dei primi anni 2000, e tutto cambia, tutto prende un’altra connotazione e allora un sentimento fra curiosità e invidia un po’ s’insinua.

Andrea Tognoni, oramai baldo cinquantenne, genovese e ancor più genoano, non è propriamente un “cervello” in fuga ma la sua è stata una scelta di vita, un voler sostituire l’esistenza. Una decisione definitiva presa ormai ventisei anni or sono, dopo un’interminabile “vai e vieni” tra la sua Genova e Rio. Allora, tutto t’immagini tranne che, se ti “sposti” nella Capitale Carioca, provenendo dai cupi “carùggi” genovesi decantati e maledetti da De Andrè, si voglia vivere nella “favela” e invece è stato così e lo è ancora. Risiede, felicemente con la sua famiglia, nel bairro del Vidigal al confine con l’interminabile Rocihna, con quarantanovemila abitanti per chilometro quadrato, fra le più grandi “baraccopoli ” del Mondo. La sua colorata esperienza, la sua visione, le sue opinioni, sviluppate in una posizione privilegiata me le racconta a “spasso”, diciamo così, per le strette favelas Carioca, fra zone prudentemente “possibili” e territori off limits.

Andrea Tognoni, oramai baldo cinquantenne, genovese e ancor più genoano, non è propriamente un “cervello” in fuga ma la sua è stata una scelta di vita, un voler sostituire l’esistenza. Una decisione definitiva presa ormai ventisei anni or sono, dopo un’interminabile “vai e vieni” tra la sua Genova e Rio. Allora, tutto t’immagini tranne che, se ti “sposti” nella Capitale Carioca, provenendo dai cupi “carùggi” genovesi decantati e maledetti da De Andrè, si voglia vivere nella “favela” e invece è stato così e lo è ancora. Risiede, felicemente con la sua famiglia, nel bairro del Vidigal al confine con........

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