La parabola dei Gay Conservatori e Liberali dimostra che i diritti non si costruiscono escludendo
di Sofia Mehiel, Portavoce nazionale LGBTQIA di Avanti PSI
La decisione dei Gay Conservatori e Liberali di sospendere il proprio progetto, chiudere i canali social e uscire sostanzialmente dal dibattito pubblico rappresenta un fatto politico che merita una riflessione. Non per il destino di una singola associazione, ma per ciò che questa esperienza racconta sul modo in cui si affronta il tema dei diritti civili in Italia.
Non c’è alcuna soddisfazione nel vedere interrompersi un percorso associativo. In una democrazia ogni esperienza politica e culturale ha diritto di esprimersi nel rispetto dei valori costituzionali. Ma è difficile non rilevare come quel progetto fosse segnato, fin dall’inizio, da una contraddizione di fondo: rivendicare la rappresentanza della comunità LGBTQIA escludendone una parte essenziale.
Le persone transgender, le persone non binarie e le identità queer non erano considerate parte integrante di quella proposta politica. Non si trattava di una semplice differenza di sensibilità o di impostazione culturale, ma di una scelta precisa.
Lo dimostrò anche........
