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Acciaierie di Taranto, una storia infinita

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18.09.2026

La questione delle acciaierie di Taranto (ex Ilva) non si è ancora conclusa e si procede a colpi di sentenze, oscurando il ruolo della politica che temporeggia senza avere soluzioni risolutive e condivisibili per affrontare le problematiche esistenti.

Il 30 settembre prossimo sarà discussa dinanzi alla Corte d’Appello di Milano la nuova istanza di sospensiva presentata dai commissari del siderurgico dell’ordine di chiusura dell’area a caldo, per evitare lo spegnimento degli impianti in vista dell’udienza dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione già fissata per il prossimo 20 ottobre.

Lunedì scorso a Taranto i sindacati hanno fatto fatica a gestire la rabbia dei lavoratori dell’indotto, minacciati dalla sentenza di chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva. Il messaggio è stato trasmesso al tavolo convocato a Palazzo Chigi con governo e commissari straordinari. Un grido d’allarme che accende i riflettori su una temperatura sociale che sta raggiungendo i livelli massimi, ora che tutti i nodi della lunga vertenza legata all’acciaieria sembrano arrivati al pettine. Una situazione difficile da controllare per le stesse parti sociali, che avrebbe convinto il governo ad accogliere la richiesta di un decreto sulla cassa integrazione che escluda la cessazione dell’attività produttiva ma punti al rilancio.

Imperativo dare un segnale di fiducia, che verrà tradotto in termini tecnici in una apposita riunione al ministero del lavoro guidato da Marina Calderone. La tregua è destinata a reggere almeno fino al 20 ottobre, quando sarà la Cassazione a sezioni unite a discutere se rinviare lo stop all’altoforno dello stabilimento tarantino, per ora fissato alla fine del mese prossimo. Una finestra temporale potenzialmente utile a far maturare il piano per l’acciaio Green accennato dal sottosegretario Alfredo Mantovano nell’incontro a Roma, legato alla proposta vincolante della cordata italiana guidata da Federacciai che potrebbe arrivare a ottobre. E si attende anche la nomina di un commissario straordinario. Ieri era circolato il nome del deputato pugliese di Fratelli d’Italia Dario Iaia, ma sia Il diretto interessato che le fonti di governo hanno smentito.

L’ulteriore ricorso per chiedere la sospensione del provvedimento con cui era stato disposto lo spegnimento dell’area a caldo è stato presentato dai legali dell’ex Ilva di Taranto alla Corte d’Appello di Milano dopo il rigetto di una prima istanza di sospensiva. L’atto, sul tavolo del presidente della stessa Corte, Giuseppe Ondei, introduce due elementi, a detta degli avvocati, di novità. Il primo riguarda la fissazione per il prossimo 20 ottobre, quindi a distanza abbastanza ravvicinata, da parte delle Sezioni Unite della Cassazione della discussione sul provvedimento con cui i giudici milanesi, lo scorso luglio, hanno deciso lo stop degli altoforni condividendo la posizione dei cittadini. L’altro elemento riguarda il fatto che ai legali dell’ex Ilva non sarebbe stata trasmessa la memoria con cui il sostituto pg Angelo Renna ha dato parere negativo alla proposta di sospensiva rigettata lo scorso 11 settembre. Sulla seconda istanza, che in pratica chiede quanto meno di attendere la pronuncia degli ermellini, è attesa una decisione a breve.

Il Governo ha presentato ai sindacati il pacchetto di misure per affrontare il problema ex Ilva dopo che la Corte d’Appello di Milano l’11 settembre ha confermato la fermata dell’area a caldo, che avverrà entro fine ottobre, ed ha rigettato le richieste di sospensiva avanzate da Ilva e da Acciaierie........

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