Ilva, una società veicolo tra cdp e partenariato privato
La proposta socialista per un futuro industriale, ambientale e sociale di Taranto e del Paese La lucida e documentata analisi pubblicata dal Corriere della Sera il 30 marzo 2026 – a firma di Michelangelo Borrillo, Milena Gabanelli e Mario Gerevini – ha riportato al centro del dibattito pubblico la questione strategica dello stabilimento siderurgico di Taranto, indicando nella nazionalizzazione una strada concretamente percorribile. Il Partito Socialista Italiano, nella sua articolazione territoriale locale tarantina, condivide l’urgenza di questa riflessione e intende proporre una soluzione strutturata, capace di conciliare la tutela del lavoro, la salvaguardia ambientale e la continuità produttiva di un asset industriale che appartiene all’interesse nazionale. La chiusura dello stabilimento non è, né può essere, una prospettiva accettabile. I costi umani, sociali ed economici di tale scenario sarebbero incomparabilmente superiori a qualsiasi intervento di risanamento e rilancio. In un contesto geopolitico segnato da crescenti tensioni internazionali, dalla necessità di autonomia strategica europea e da una domanda crescente di acciaio per la difesa, le infrastrutture e la transizione energetica, l’Italia non può permettersi di rinunciare a una produzione siderurgica........
