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“Caligola”: al Teatro Ghione il dramma di Albert Camus, straordinario affresco su vette e follie del potere

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28.04.2026

Al Teatro Ghione – già il vecchio teatro di via delle Fornaci vicino San Pietro, così rinominato dopo esser stato riacquistato e riadattato dall’attrice Ileana Ghione, morta poi a dicembre 2005 per un aneurisma all’aorta, sopravvenuto proprio mentre recitava, in scena, l’ “Ecuba” di Euripide – è stato rappresentato il “Caligola” di Albert Camus. Un’opera che lo scrittore franco-maghrebino elaboro’ inizialmente nel 1938 (primo manoscritto, datato 1939), pubblicandola poi a maggio 1944, ancora sotto l’occupazione nazista della Francia, con lo storico editore Gallimard: e rivedendola poi sino alla versione definitiva del 1958 (la prima teatrale era stata, a Parigi liberata, al teatro Hébertot nel 1945, con un grande Gérard Philipe nei panni dell’imperatore romano). Che cos’è “Caligola”? Pur partendo come dramma storico, di taglio un po’ shakespeariano, quest’opera di Camus, insieme al romanzo “Lo straniero” e al saggio “Il mito di Sisifo”, entrambi del 1942, rientra soprattutto nella cosiddetta trilogia dell’assurdo (valide solo in parte, le analogie col “teatro dell’ assurdo”, esistenzialista, di Samuel Beckett o Eugène Ionesco, dove la battaglia della vita, tragicamente non ha quasi alcun senso). Trilogia in cui Caligola rappresenta la lotta tra la coscienza individuale e la burocrazia, politica e intellettuale (già oggetto degli strali, quando Camus scriveva, di Majakowskij e Simone Weil): ripercorsa attraverso le vicende tragiche di un imperatore folle e crudele, in cui non è difficile scorgere i sinistri bagliori di Stalin e Hitler.

Lo spettacolo si apre sulla riva........

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