Parla Daniele Carnevali: “Le provincie rimaste nel limbo. Sì al ritorno del voto dei cittadini”
Daniele Carnevali è stato riconfermato presidente della Provincia di Ancona
Il sindaco di Polverigi, l’esponente del Psi Daniele Carnevali è stato riconfermato presidente della Provincia di Ancona nel voto del 15 marzo scorso. Carnevali ha raddoppiato la quota rispetto alla tornata elettorale precedente prendendo la maggioranza dei voti in ogni fascia demografica. Segno questo di grande apprezzamento del suo lavoro.
Sei stato riconfermato presidente della provincia di Ancona. Da dove nasce questo risultato? Il risultato nasce dal lavoro svolto in questi 4 anni durante i quali ho cercato di interpretare al meglio la funzione di ente di area vasta e di ricucitura dei territori, soprattutto tra i piccoli comuni dell’entroterra e la Regione, ascoltando le esigenze poste dai sindaci del territorio in merito alla viabilità, all’edilizia scolastica e alle tematiche legate all’ambiente nonché quella della gestione dei rifiuti in qualità di Presidente dell’assemblea d’ambito. Tutto questo l’ho fatto puntando sull’ascolto, sul dialogo e sulla fattiva collaborazione, affrontando realisticamente le questioni consapevole delle difficoltà in cui operano le Province.
Per il partito cosa significa e come può incidere nei rapporti all’interno del centrosinistra?
Per il partito ha un significato politico importante per due motivazioni, la prima di metodo, perché questa vittoria è stata la cartina tornasole che la buona amministrazione, ispirata ai sani principi del riformismo, può anche in questo periodo storico, risultare vincente e rappresentare l’antidoto a tutti i populismi, di sinistra e soprattutto della destra sovranista, visto che il mio competitor era un esponente della Lega, con posizioni vicine al Generale Vannacci. La seconda motivazione è esclusivamente politica. La nostra Provincia al termine della tornata elettorale delle provinciali che si chiuderà tra pochi mesi, rimarrà la sola provincia su cinque della Regione Marche guidata dal centrosinistra, e al timone c’è un Presidente socialista.
Si parla del ripristino dell’elezione diretta delle province. Tu cosa ne pensi visto che continuano a ricoprire funzioni importanti?
E’ inconcepibile che le Province siano ancora rimaste nel limbo post legge Delrio. Quella era una riforma nata con criticità ovvero promulgare una legge ordinaria che depotenziava le province relegandole ad ente di secondo grado quando poi le Province sono rimaste in Costituzione perché nel 2016 il referendum fu bocciato dai cittadini. Le Province hanno sì un problema di legittimità popolare e quindi sono favorevole al ritorno del voto dei cittadini, ma questo deve essere assolutamente accompagnato da un forte investimento in termini di risorse finanziarie e di personale. Molte competenze sono rimaste in capo alle Province e vengono svolte tutt’oggi in maniera sottofinanziata, come ricorda la stessa Corte dei Conti, quando sostiene che il comparto Province è definanziato di un miliardo di euro rispetto alle funzioni che le vengono ancora attribuite. In definitiva il percorso deve essere parallelo. Sì all’elezione diretta ma con il rinforzo di risorse economiche e di personale.
Vuoi parlaci delle priorità che l’ente provinciale deve affrontare nel tuo territorio?
Nella stragrande maggioranza delle province italiane tra i problemi maggiori c’è quello di rendere più sicura possibile la viabilità, ma qui scontiamo la mancanza di risorse visto che i decreti ministeriali che finanziano questo ente sono poca cosa rispetto al reale fabbisogno. Nel caso della Provincia di Ancona arrivano fondi che annualmente possono soddisfare asfaltature per 40 chilometri quando ne abbiamo da gestire 800. Purtroppo non possiamo fare ricorso al nostro bilancio che dipende quasi esclusivamente dal mercato dell’auto, e quindi le entrate sono fluttuanti, risentono del panorama internazionale, come successo con il covid che ha visto una crisi delle vendite e successivamente il conflitto russo ucraino che ha fatto impennare le spese di gestione, e speriamo non accada ancora con la Guerra in Iran. Le Province infatti devono provvedere a tantissimi plessi scolastici, molto energivori, e questo contesto ingessa le spese correnti del nostro bilancio. Priorità quindi alla viabilità e all’edilizia scolastica per la sicurezza dei nostri ragazzi, ma con la consapevolezza delle criticità suddette.
L’organico delle provincie è adeguato al ruolo che ricoprono?
Un ulteriore difficoltà che investe gli enti locali ed in particolar modo Comuni e Province è quella del reperimento del personale. Purtroppo questi enti mancano di attrattività e quindi è più complesso trovare le figure con le competenze necessarie per i diversi ruoli professionali, come ingegneri o geometri, fondamentali per enti locali che sono enti esecutivi e che sono invece costretti ad un continuo turn over di dipendenti. Questi si fermano in Provincia per un po’ di tempo ma poi preferiscono altri enti statali o regionali che siano, più grandi e soprattutto meglio retribuiti. Altre professionalità si licenziano per andare a lavorare nel settore privato. In definitiva, anche se sembra paradossale, c’è un problema serio in tema di salari dei dipendenti degli enti locali.
Daniele Carnevali confermato presidente della provincia di Ancona
Daniele Carnevali confermato presidente della provincia di Ancona
