menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dalle basi militari dell’Europa migliaia di voli sul Medio Oriente È sempre più il tempo dell’Unione

13 0
24.06.2026

Almeno 500 caccia americani si sono alzati in volo destinazione Iran dalle basi NATO italiane a sostegno della campagna militare Epic Fury: lo ha detto questa mattina il Segretario generale della NATO Mark Rutte. Tutta l’Europa ha partecipato con le proprie basi con un numero di missioni di volo tra 4000 e 5000.

Il significato della dichiarazione di Rutte a pochi giorni dal vertice NATO di Ankara pone un problema di decodifica. Reagire con dati di fatto all’accusa che l’Amministrazione americana rivolge agli europei di non averla sostenuta nell’intervento contro l’Iran pur continuando a invocarne l’ombrello protettivo? Oppure stabilire subito il piano di lavoro fornendo informazioni che l’opinione pubblica ignorava? Rutte ha ottenuto che i protagonisti del vertice di Ankara del 7 e 8 luglio prossimi decidano se dovrà essere il momento della resa dei conti o quello di un rilancio dell’Alleanza. In quella sede ci si attende che gli Stati uniti porteranno il tema della revisione dell’utilizzo delle basi dell’Alleanza del Nord Atlantico.

Tema centrale attraverso il quale sempre più nell’ultimo decennio gli Stati Uniti leggono i loro rapporti con gli Europei, vedi in ultimo alle voci Meloni e Starmer: la prima per il rifiuto di concedere la base di Sigonella per il volo dei bombardieri americani sull’Iran, il secondo per aver negato la base delle isole Chagos nell’Oceano Indiano a supporto della medesima missione Epic Fury. Rutte insomma avrebbe anticipato le mosse dell’amico-nemico americano.

Al tempo del rifiuto ita­liano di auto­riz­zare l’atter­rag­gio di alcuni asset sta­tu­ni­tensi il 31 marzo scorso, l’Avanti! ebbe già modo di chiarire che esso andava compreso attraverso la lente dei trattati e anche delle clausole segrete che storicamente legano l’Italia agli Stati Uniti. In quella circostanza il Capo di Stato Mag­giore della Difesa Luciano Por­to­lano aveva infor­mato il Mini­stro della Difesa Guido Cro­setto dell’esi­stenza di un piano di volo di caccia-bombardieri americani in transito diretti in Medio Oriente, con atter­rag­gio intermedio pre­vi­sto a Sigo­nella.

In assenza di una formale richiesta da parte americana di concessione della base come piattaforma di decollo, il governo italiano aveva negato il suo utilizzo. La base siciliana di Sigonella è gestita........

© Avanti!