Si vis pacem para pacem
Dovremmo iniziare a pensare in grande, perché grandi, anzi enormi, sono i problemi che abbiamo attorno ed altrettanto grandi ed autorevoli dovrebbero essere le scelte da mettere in cantiere
La peggiore conseguenza sul piano narrativo del conflitto tra Russia e Ucraina, è stata quella di aver trasformato una guerra civile ex sovietica in un laboratorio regressivo di retorica patriottarda.
Che nella realtà non avrebbe niente a che vedere con un moderno concetto di patria, ovvero una realtà di comunanza valoriale avanzata, molto diversa da quella territoriale e di sangue del passato, piuttosto rispolvera elementi disvaloriali che avevamo fortunosamente iniziato a superare.
Gli eserciti europei si stavano gradualmente rimpicciolendo sul piano quantitativo, iper modernizzando su quello tecnologico e stavano nei fatti assumendo, il ns paese in testa, il ruolo molto più proprio rispetto alla evoluzione dei tempi, di polizia internazionale.
Poi è arrivato l’uragano della coppia apparentemente scoppiata Putin-Zelensky a rimestare in un torbido mai del tutto sopito, di un passato che da parte di alcuni e sottolineo la preponderanza narrativa e........
