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Erisittone aveva almeno una scusa: era stato maledetto dagli dei. Noi abbiamo scelto

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Nel mito greco, Erisittone abbatte il bosco sacro a Demetra per costruire il suo palazzo. La dea lo punisce con una fame insaziabile che lo porta a consumare tutto, i beni, la famiglia, infine se stesso. È il mito fondativo della dissipazione senza limite, dell’appetito che non conosce soglia. Oggi quell’appetito ha un nome: intelligenza artificiale. Ogni query a un grande modello linguistico consuma circa dieci volte l’energia di una ricerca Google. I data center che ospitano questi sistemi assorbono già tra l’1% e il 2% dell’elettricità mondiale, una quota destinata secondo le stime più conservative a triplicare entro il 2030. La sola Microsoft ha annunciato investimenti in infrastrutture AI per oltre 80 miliardi di dollari nel 2025. Google, Amazon e Meta hanno piani comparabili. Il consumo idrico per il raffreddamento dei server si misura in miliardi di litri al giorno, sottratti spesso a regioni già sotto stress idrico. La risposta standard dell’industria è che l’AI sarà anche lo strumento più potente per affrontare la crisi climatica, ottimizzazione delle reti energetiche, previsione meteorologica, ricerca sui materiali per le batterie. Non è falso. Ma è circolare: l’argomento “l’AI risolverà i problemi che l’AI contribuisce a creare” nasconde una scommessa non garantita, distribuita in modo profondamente ineguale tra chi paga il costo oggi e chi beneficerà dei risultati domani. Il paradosso di Jevons complica ulteriormente il quadro: ogni miglioramento nell’efficienza energetica dei chip viene ampiamente compensato dall’esplosione del numero di query, modelli, utenti, applicazioni. L’AI diventa più efficiente per singola operazione, ma cresce in modo da annullare ogni guadagno assoluto. Ciò che manca non è la tecnologia, ma il buon senso. L’AI Act europeo affronta i rischi per i diritti fondamentali, ma tratta l’impronta energetica come requisito di trasparenza volontaria, non come limite vincolante. Servono classi di efficienza energetica per i modelli AI, limiti di consumo per applicazione, meccanismi di compensazione ambientale verificabili, criteri di localizzazione dei data center in funzione della disponibilità di rinnovabili e della resilienza idrica. La sostenibilità cognitiva, il principio che l’espansione dell’AI debba essere calibrata sulla capacità del pianeta di sostenerne il costo, non è ancora codificata in nessun framework regolatorio. Ma si sta avvicinando con la velocità dei numeri. Erisittone fu maledetto dagli dei. Noi stiamo costruendo la nostra maledizione con consapevolezza, finanziamenti illimitati e conferenze stampa. E la chiamiamo progresso.

autore de Il Mondo Oltre la Soglia (2025)


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