Il limite della parola: perché le provocazioni di Vannacci toccano il cuore della Repubblica
C’è un momento preciso in cui il rumore di fondo della provocazione politica smette di essere folklore ed entra nel territorio del pericolo democratico. Quel momento si manifesta quando il silenzio smette di essere prudenza e rischia di trasformarsi in complicità. Le recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci — neo-europarlamentare e costante catalizzatore di polemiche — non sono più derubricabili a semplici uscite “fuori dal coro”. Dalla proposta di creare classi separate per gli alunni disabili alla riabilitazione storica di Benito Mussolini come “statista”, siamo di fronte a un tentativo sistematico di spostare i confini di ciò che è dicibile e accettabile in una democrazia matura. Di fronte a questa spinta revisionista, la reazione non può essere l’indifferenza. È necessario trovare parole precise per spiegare perché certe idee non sono “opinioni libere”, ma attacchi diretti ai pilastri della nostra convivenza civile.
Proporre, anche solo come ipotesi o provocazione, classi separate per gli studenti con disabilità significa compiere un salto all’indietro di cinquant’anni, ignorando decenni di scienza, pedagogia e conquiste sociali. L’Italia non ha scelto la via dell’inclusione per un vezzo ideologico o per una concessione sentimentale, ma sulla scorta di una solida letteratura scientifica e di una transizione normativa storica, culminata con la legge 517 del 1977 che abolì le classi differenziali. Ma ridurre questa svolta a una questione di fredda efficienza didattica o di semplice adempimento legislativo significa mancarne il cuore: quella scelta è stata, prima di tutto, un grandioso fatto umanistico, in cui si riconosce una vera democrazia.
È l’affermazione radicale che il valore di una persona non si misura sulla base di una scala di produttività o di presunta “normalità”, ma risiede nella sua stessa esistenza. Scegliendo l’inclusione, la società italiana ha deciso di specchiarsi nella propria fragilità, rifiutando logiche........
