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Riaffermare la supremazia della cultura e dei valori

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27.07.2026

Nella società contemporanea, condizionata dal capitale che in questi anni ha spostato il baricentro della propria azione dalla “produzione” alla “finanza”, si è imposto un modello culturale fondato su un esasperato individualismo improntato alla massima competizione e volto solo “al consumo” ed “all’apparenza”.

Un liberismo economico che mal sopporta vincoli di qualsiasi natura come ben dimostrano i continui attacchi ai diritti civili e sociali in nome della presunta fine delle ideologie e l’imposizione di un sistema di valori nel quale non deve esserci posto per la solidarietà al fine di indebolire la coesione delle società per poterle manipolare e mai come oggi appare chiaro quanto il liberismo abbia bisogno, per imporsi, di smantellare ogni forma di aggregazione sociale, sindacale, politica in modo che gli individui si sentano soli, senza punti di riferimento stabili (la cosiddetta “società liquida” di Zygmunt Bauman).

Ma, oltre la disoccupazione di massa, l’aumento delle diseguaglianze e della povertà, le conseguenze più gravi prodotte dall’affermazione delle teorie liberiste sono stati l’apparizione sulla scena ed il crescente consenso verso forze politiche populiste e reazionarie, i ricorrenti rigurgiti nazionalisti con il corollario di guerre che inevitabilmente si portano dietro, l’arrivo al potere in varie parti del mondo di loschi personaggi dalla spiccata propensione liberticida oltre che dal molto dubbio equilibrio mentale, cosa che però non ha impedito a qualche animo servile di auspicare per qualcuno di loro il conferimento del Nobel per la pace.

Il tutto a conferma della teoria rooseveltiana secondo la quale “La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”! Problemi non solo italiani, che però in Italia vengono amplificati a causa, oltre che per le inossidabili resistenze al cambiamento da parte delle tante corporazioni presenti nel Paese, anche,........

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