La grammatica della democrazia
Le parole anticipano sempre i fatti. È una legge della storia prima ancora che della politica. Quando il linguaggio si imbarbarisce, quando l’insulto sostituisce l’argomentazione e la minaccia prende il posto del confronto, significa che una società sta perdendo il senso del limite. È per questo che le buone maniere non sono mai state una questione di galateo. Sono un fatto politico, nel significato più alto del termine.
Rappresentano quella disciplina civile che permette a persone diverse di convivere senza trasformare ogni divergenza in un conflitto. La democrazia vive di questo equilibrio. Non si regge soltanto sulle leggi o sulle istituzioni, ma su un patrimonio invisibile fatto di autocontrollo, rispetto e misura. In altre parole, di educazione civica. Perché la libertà non consiste nel poter dire o fare qualsiasi cosa, bensì nel riconoscere che esiste sempre un confine oltre il quale il diritto dell’altro comincia a essere leso. Eppure questo patrimonio sembra consumarsi giorno........
