Cronaca nella controra: il peso delle parole nel tempo del rumore
La controra ha questo vizio gentile: nei pomeriggi d’estate, quando l’aria si ferma e il tempo sembra sospeso, ci costringe a pensieri che credevamo banali. E invece restano lì a sedimentare mentre dentro avvertiamo un tramonto che non sappiamo arrestare. Così senza opporre resistenza ci lasciamo scivolare nelle parole. Oggi, su ciò che raccontiamo – e su come lo raccontiamo. Perché noi giornalisti, si sa, siamo prima di tutto testimoni. Riportiamo fatti. A volte li commentiamo, altre scegliamo un campo consapevoli che ogni sguardo è già una posizione. Non siamo neutri per natura: siamo uomini, con idee, convinzioni, limiti. Ma su una cosa si misura ancora la dignità del mestiere – il........
