Coltivazioni stressate dalla siccità, nella Marca netto calo di mais, Prosecco e latte
Chissà mai se lunedì 29 giugno, i previsti temporali in montagna e sulle Prealpi, arriveranno anche in pianura. I coltivatori dei 55.000 ettari irrigati dal Consorzio di Bonifica Piave incrociano le dita, perché il fabbisogno irriguo delle colture è al massimo livello.
«In terreni sassosi e permeabili, quali quelli dell'alta pianura trevigiana» lancia l’allarme Amedeo Gerolimetto, presidente del Consorzio, «stiamo registrando un aumento della richiesta idrica fino al 50%. E questo per la semplice ragione che i turni di irrigazione adottati (7-10 giorni) non consentono di conservare l'umidità nel suolo. Stiamo facendo il massimo sforzo per gestire in modo razionale la rete di distribuzione derivata. C'è bisogno che ogni utilizzatore prenda coscienza che l'acqua potrebbe un giorno ridursi fino a mancare, quando il fiume Piave e i laghi alpini saranno giunti al livello minimo».
E dopo aver raccomandato ad ogni utilizzatore di osservare scrupolosamente il proprio orario e adottare ogni iniziativa affinché l'acqua soddisfi unicamente i fabbisogni delle colture agricole, evitando sprechi o utilizzi fuori orario, ricorda «a chi preleva senza autorizzazione potranno essere applicate le penali regolamentari, oltre che l'immediata sospensione».
Infatti il personale di guardiania sta già svolgendo azioni di controllo in orari serali o notturni.........
