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Egemonia forse, culturale neanche un po’

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Home » Cultura » Egemonia forse, culturale neanche un po’

Egemonia forse, culturale neanche un po’

Quella per l’egemonia culturale è un’ossessione molto italiana, figlia dei Quaderni di Antonio Gramsci (che quasi nessuno di quelli che lo citano ha letto) e di un sistema che ha eretto a dogma – almeno a parole – quello che il sociologo francese Pierre Bourdieu chiamava “il culto della cultura”, il feticismo narcisistico per ciò che è “presentabile” e che diventa strumento di dominio sociale. In Italia si parla sempre degli stessi libri e degli stessi autori, gli scrittori, i registi e gli attori si incontrano e premiano agli stessi festival e negli stessi salotti televisivi. Di egemonia culturale si parla come se fosse una strategia da studiare a tavolino quando si arriva al potere, da una parte, o se ne nega l’esistenza continuando a illudersi di esercitarla dall’altra.  Sul tema ha scritto un bel libro Andrea Minuz, docente di Storia del cinema alla Sapienza di Roma, autore di saggi e firma preziosa del Foglio. Si intitola Egemonia senza cultura, è pubblicato da Silvio Berlusc...

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