Egemonia forse, culturale neanche un po’
L’Italia del buon lavoro
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Cultura » Egemonia forse, culturale neanche un po’
Egemonia forse, culturale neanche un po’
Quella per l’egemonia culturale è un’ossessione molto italiana, figlia dei Quaderni di Antonio Gramsci (che quasi nessuno di quelli che lo citano ha letto) e di un sistema che ha eretto a dogma – almeno a parole – quello che il sociologo francese Pierre Bourdieu chiamava “il culto della cultura”, il feticismo narcisistico per ciò che è “presentabile” e che diventa strumento di dominio sociale. In Italia si parla sempre degli stessi libri e degli stessi autori, gli scrittori, i registi e gli attori si incontrano e premiano agli stessi festival e negli stessi salotti televisivi. Di egemonia culturale si parla come se fosse una strategia da studiare a tavolino quando si arriva al potere, da una parte, o se ne nega l’esistenza continuando a illudersi di esercitarla dall’altra. Sul tema ha scritto un bel libro Andrea Minuz, docente di Storia del cinema alla Sapienza di Roma, autore di saggi e firma preziosa del Foglio. Si intitola Egemonia senza cultura, è pubblicato da Silvio Berlusc...
“Di te pensando al palpitar mi sveglio”
La nazionale che non c’è più
Famiglia, una risorsa “societaria”
Il futuro della Chiesa lo conosce Benedetto XVI
Iscriviti alla newsletter
Dichiarazione di accessibilità
Sfoglia Tempi digitale
Abbonati con carta di credito
Abbonati con bonifico/bollettino
Regala un abbonamento full
Regala un abbonamento digitale
