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Il Venezuela resta appeso a una transizione che non c’è

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03.02.2026

A Caracas il potere non è più concentrato nelle mani di un solo uomo. Dopo la cattura di Nicolás Maduro e l’insediamento provvisorio di Delcy Rodríguez, il Venezuela entra in una fase inedita, segnata non tanto da una rifondazione democratica quanto da una frammentazione interna del potere e da una tutela esterna sempre più esplicita. Il baricentro decisionale non è più nel palazzo di Miraflores, ma negli uffici del Dipartimento di Stato americano.

Il commissariamento Usa del Venezuela

Il segnale più chiaro è arrivato con il decreto esecutivo firmato il 9 gennaio da Donald Trump, che affida al segretario di Stato Marco Rubio il controllo totale dei fondi derivanti dalla vendita del petrolio venezuelano. Ogni dollaro generato dal greggio passa ora sotto custodia statunitense, riducendo drasticamente lo spazio di manovra di Caracas. «In nessun caso», ripetono alla Casa Bianca, Delcy Rodríguez potrà decidere autonomamente l’uso di quelle risorse.

Ufficialmente Washington punta a proteggere i fondi dall’assalto dei creditori internazionali e a impedire che tornino nei circuiti di corruzione che hanno sostenuto il chavismo per oltre due decenni. Nei fatti, il petrolio diventa lo strumento di un commissariamento politico a distanza. Trump mantiene una cooperazione minima con Rodríguez su dossier sensibili – migrazione, prigionieri politici, operazioni energetiche........

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