Magnifica Humanitas: difendere una novità di vita nel presente
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Magnifica Humanitas: difendere una novità di vita nel presente
La prima enciclica sociale di papa Leone è qualcosa di più di un documento da leggere. È un evento. Sia per l’attesa che ha suscitato l’autore nell’annunciarne, da ex docente di matematica, i contenuti relativi ad algoritmi e intelligenza artificiale. Sia perché, per quanto indirettamente, Prevost dialoga con i principali pensatori contemporanei inserendosi nel dibattito di questo primo quarto di secolo. Si potrebbero così identificare quattro argomentazioni che il Papa sostiene nella sua interlocuzione con il mondo, utili anche a quanti, come chi scrive, sono cattolici impegnati in un contesto politico generalmente povero di pensiero.
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La tecnologia non è neutrale
Magnifica humanitas non è un testo tecnofobico. Tutt’altro. Ricorda quanto la tecnica «è radicata nella nostra storia fin dal principio, in quanto “fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo”» (n. 4). E, «creati a immagine del Creatore, mediante le nostre opere prolunghiamo in qualche modo la sua: contribuiamo al progresso della società e alla costruzione del bene comune, mettiamo a frutto le capacità ricevute, miglioriamo e abbelliamo il mondo» (n. 148).
Tuttavia, la tecnica «non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa» (n. 9). Il rischio, dunque, è che l’Ai «educa chi la utilizza» (n. 140), finendo per conformarne il pensiero a quello di chi la progetta e l’addestra. In questo modo la tecnica non coincide più con la possibilità dell’uomo di partecipare all’atto creatore di Dio, bensì «si fa criterio, finisce per stabilire che cosa conta e che cosa può essere scartato, riducendo la creazione a oggetto di sfruttamento e le persone a ingranaggi di un sistema da rendere sempre più performante» (n. 92). Sorge qui il problema antico e nuovo della potenza e del dominio dell’uomo sull’altro uomo.
Ridefinire i diritti di proprietà non basta
Per quanto la sua critica ai “signori del silicio” risulti efficace e in larga parte condivisibile, le posizioni neomarxiste di Evgeny Morozov, miranti a sottrarre i dati alle Big Tech per renderli di proprietà degli enti pubblici, risultano sproporzionate rispetto alle sfide e ai problemi posti dall’economia dell’algoritmo. Innanzitutto, perché i........
