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La sfida statunitense al calcio europeo
In un’intervista al Guardian, Victor Montagliani, presidente Concacaf e vicepresidente Fifa, indicato come possibile successore di Gianni Infantino, ha sostenuto che l’attuale Mondiale può trasformare definitivamente il calcio in Nord America: non più uno sport “importato” dall’Europa, ma parte dell’identità sportiva di Stati Uniti e Canada, visto che in Messico lo è già.
Victor Montagliani ha parlato da dirigente che osserva il calcio dal punto in cui oggi il gioco cerca nuovi margini di crescita: il Nord America, appunto. Nella sua lettura, il Mondiale 2026 può produrre una “rivoluzione culturale” e trasformare il soccer in qualcosa che Stati Uniti e Canada, in particolare, non si limiteranno più a consumare come prodotto europeo, ma rivendicheranno come parte del proprio spazio sportivo. La frase più forte è quella sulla Mls: «Può diventare il secondo campionato di calcio più importante al mondo, forse persino il primo».
La previsione è ambiziosa, ma non nasce dal nulla. Montagliani mette insieme quattro elementi: proprietà ricche, mentalità americana orientata al primato, stadi moderni e strutture di allenamento di alto livello.
Luciano Mondellini, direttore di Calcio e Finanza, sposta subito il discorso dal calcio allo sport americano nel suo insieme:
«Negli Stati Uniti lo sport professionistico è uno dei business più redditizi: leghe chiuse, franchigie, mercato protetto, asset valorizzabili e forte controllo del rischio industriale. La Mls non va letta come una copia imperfetta del calcio europeo, ma come un prodotto coerente con l’architettura dello sport Usa. Il paragone con l’hockey è utile. La Nhl si è espansa anche in Stati dove il ghiaccio e la neve non appartengono al paesaggio quotidiano, dimostrando che nel sistema americano l’identità sportiva può essere costruita, venduta, territorializzata e resa redditizia anche dove non nasce spontaneamente. La Mls si muove dentro la stessa logica: in un Paese con una concentrazione altissima di capitali privati, attira investimenti, proprietari, attenzione commerciale e una domanda crescente. Tanto che il soccer ha già superato l’hockey in alcune gerarchie dello sport statunitense: non necessariamente sul piano storico o culturale, ma come traiettoria percepita di crescita».
«Negli Stati Uniti lo sport professionistico è uno dei business più redditizi: leghe chiuse, franchigie, mercato protetto, asset valorizzabili e forte controllo del rischio industriale. La Mls non va letta come una copia imperfetta del calcio europeo, ma come un prodotto coerente con l’architettura dello sport Usa. Il paragone con l’hockey è utile. La Nhl si è espansa anche in Stati dove il ghiaccio e la neve non appartengono al paesaggio quotidiano, dimostrando che nel sistema americano l’identità sportiva può essere costruita, venduta, territorializzata e resa redditizia anche dove non nasce spontaneamente. La Mls si muove dentro la stessa logica: in un Paese con una concentrazione altissima di capitali........
