L’Ai viaggia sempre più veloce. Riusciamo a starle dietro?
L’Italia del buon lavoro
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Società » L’Ai viaggia sempre più veloce. Riusciamo a starle dietro?
L’Ai viaggia sempre più veloce. Riusciamo a starle dietro?
Lo sviluppo dell’Ai viaggia veloce, al punto da rendere difficile, anche agli addetti ai lavori, comprendere e interpretare nella giusta luce ciò che avviene. Non c’è il tempo di sedimentare le novità, di osservarne l’impatto e quindi c’è la corsa a riportare notizie, commentare, sviluppando una certa frenesia che a volte rischia di creare confusione e timore su elementi su cui siamo impotenti e disimpegno riguardo a ciò su cui invece possiamo fare qualcosa. Proviamo a fare il punto della situazione.
È di pochi giorni fa la notizia che Anthropic – società di Ai la cui quotazione vale 380 miliardi di dollari, la metà di OpenAi e fondata dai fratelli Amodei – italo-americani fuoriusciti della prima ora da OpenAi, mamma di ChatGPT – ha sviluppato Mythos, un modello di Ai talmente potente che sarebbe in grado di individuare falle nei sistemi operativi di mezzo mondo. Allarmata, la società ha deciso di non rilasciare il modello per i suoi utenti consumer, ma di metterlo sotto embargo, riservandolo ad una stretta cerchia di aziende, chiedendo loro di usarlo per risolvere i bug di sicurezza. Una sorta di “prevenire è meglio che curare” a livello di business.
Non sappiamo più di così, ma se confermata sarebbe un’evidenza che Amodei sta dando corpo all’approccio morale della società che, visti anche i fatti del Pentagono si è da sempre autoimposta dei principi etici e morali (furbi, tra l’altro, visto che l’uso responsabile dell’Ai ha un certo effetto positivo sul brand Anthropic…).........
