Il “falso storico” della torcia olimpica: fu inventata dai nazisti, non nell’Antica Grecia
Anni Trenta. Carl Diem – dirigente sportivo tedesco e discepolo fedelissimo di Pierre de Coubertin – durante le attività preparatorie e i sopralluoghi in Grecia assieme al collega di una vita, Theodor Lewald, si lascia prendere da un’idea nuova per accompagnare l’attesa dei Giochi Olimpici del 1936, che si sarebbero svolti nella Germania nazista. Unendo la passione per le staffette a quella per gli sport della Grecia classica (su tutte le antiche lampadedromie, cioè corse fatte con le torce), propone al Comitato olimpico internazionale una nuova modalità per aprire le Olimpiadi: accendere un fuoco direttamente a Olimpia e portarlo, a piedi, con una staffetta di corridori, fino alla città ospitante, appunto Berlino.
L’idea che piacque al Cio e a Goebbels
È così che nasce la tradizione della torcia olimpica, oggi simbolo di unione e fratellanza, ma che nella sua origine ha invece caratteri diversi. Non si trattò della rinascita di una usanza dell’età classica – nella Grecia antica esistevano fuochi sacri, ma non staffette tra poleis – bensì di una reinvenzione moderna. L’idea fu accolta favorevolmente dal Cio e, successivamente, dal ministro della Propaganda Joseph Goebbels, che convinse Hitler a valorizzarla: entrambi........
