menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’8 marzo di Teheran e quello delle sorellastre d’Occidente

21 0
08.03.2026

Tempi in Cisgiordania

Newsletter e rubriche

Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico

Cristiani perseguitati

Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia

Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione

Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica

Cambiamenti climatici

Transizione ecologica

Transizione energetica

Scuola Educazione Parità scolastica

Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto

Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione

Società Intelligenza artificiale Pensiero woke

Intelligenza artificiale

Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole

La preghiera del mattino

Il Deserto dei Tartari

Tentar (un giudizio) non nuoce

Libri in povere parole

Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025

Sfoglia Tempi digitale

Home » Società » L’8 marzo di Teheran e quello delle sorellastre d’Occidente

L’8 marzo di Teheran e quello delle sorellastre d’Occidente

L’8 marzo 1979 a Teheran c’era la neve sporca ai bordi delle strade. C’era l’odore acre di una rivoluzione che non aveva ancora iniziato a divorare i suoi figli, e c’erano migliaia di donne che avevano capito in anticipo ciò che molti uomini avrebbero compreso troppo tardi: che la vandea islamica stava per esigere da loro un tributo speciale. Il 7 marzo, l’Ayatollah Khomeini aveva annunciato l'obbligo di indossare il velo islamico per tutte le donne che avessero voluto andare al lavoro o frequentare luoghi pubblici. La mattina seguente, a migliaia di lavoratrici venne impedito di entrare in fabbrica o in ufficio se sprovviste di hijab. Eppure accadde l’imprevisto. Le donne non tornarono a casa sottomesse: si diressero verso l’Università, che divenne in fretta il cuore pulsante della rivolta, oltre quindicimila il primo giorno, decine di migliaia il secondo. 8 marzo 1979, quando le donne scesero in piazza a Teheran Quelle donne non erano nostalgiche dello Scià; erano insegnanti, impiega...

Cosa avremmo voluto dire a Jarrod e Malwenna, assassini dei loro figli autistici

Il ladro è stato ucciso mentre rubava o mentre “lavorava”?

Crans-Montana, lo scoppio della Befana a Padova e le parole di Giussani

«Con l’Ai bisogna porsi una domanda sul “come” ma anche sul “perché”

Iscriviti alla newsletter

Dichiarazione di accessibilità

Sfoglia Tempi digitale

Abbonati con carta di credito

Abbonati con bonifico/bollettino

Regala un abbonamento full

Regala un abbonamento digitale


© Tempi