Il tedoforo a quattro zampe e il crepuscolo del pollice opponibile
«Questho è sholo un ishtante per la mia vita! La vita è sholo un ishtante! Guardala! È la fiamma del shole che shplende shu tutta la natura. Oltre i confini che abbiamo dishegnato shul mondo! Corri con queshto fuoco affinché brilli di passhione nel cuore di tutta queshta gente. Per ishpirarli! Per unirli! Corriamo. Con il shorriso, con la fantashia! Ricorda, shorriderre non è mai banale. E un shorriso è shempre pace. Corri. Corriiiii».
Questo che parla come la Magda di Verdone dopo cinque Martini in Autogrill e la liberazione catartica dall’insopportabile Furio Zoccano (socio ACI numero 29102), si chiama Chico. «Vive in provincia di Alessandria», «festeggia il compleanno l’8 febbraio, stesso giorno di Carolina Kostner» e, in quanto «Digital Ambassador dei Giochi Olimpici e Paralimpici 2026», ha portato la Torcia Olimpica a Piacenza con il suo «papà», ma «solo in qualità di suo pollice opponibile. Cercherò di non rubargli la scena».
Chico, il tedoforo che «Abbatte l’antropocentrismo»
Lo scrivono i giornali, non uno, quasi tutti. Squittendo come le topoline di Cenerentola per il maltipoo con tre milioni di follower – anzi, «i frollower, con una r di troppo, com’è solito chiamare scherzosamente con voce stridula i fan», scrive il Corriere, mica Magda sbronza.
Il suo «inseparabile compagno umano, Francesco Taverna, soprannominato “papà frikkettone”», spiega che partecipando ai Giochi come primo tedoforo a quattro zampe Chico ha inteso lanciare un messaggio che Nelson Mandela scansate: «Rappresentare la vita, al di là della specie di appartenenza», dimostrare «che sulla terra non esiste solo l’essere umano e che ogni essere vivente ha pari........
