L’ultimo ballo del dissidente Hajsafi
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L’ultimo ballo del dissidente Hajsafi
Una costante spina nel fianco. Tanto in campo quanto fuori dal rettangolo verde. Sì perché Ehsan Hajsafi, il capitano dell’Iran che domenica sera affronterà il Belgio, ha dimostrato di essere un difensore dai modi spigolosi e dalla lingua affilata. Il ragazzo partito da Kashan ha dato un significato piuttosto personale alla fascia che porta stretta al braccio. Per lui indossare la maglia del Team Melli non vuol dire marcare stretto l’avversario. Ma anche i vertici del proprio Stato. Soprattutto quando ci sono da sottolineare le difficoltà a cui va incontro la popolazione o quando ci sono da reclamare i diritti.
Proprio questa sua propensione a prendere una posizione scomoda e a criticare pubblicamente la guida dell’Iran lo ha imprigionato in un paradosso. Quello che racconta di un calciatore cresciuto dentro le istituzioni sportive iraniane, fino a diventare uno dei simboli della Nazionale, ma costretto a camminare lungo il periglioso passaggio che tiene insieme obbedienza, prudenza e........
