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Referendum, un’occasione persa per migliorare la giustizia

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26.03.2026

Il popolo è sovrano e bisogna sempre rispettare le sue scelte. Fatta questa premessa, non possiamo non interrogarci sui motivi e le cause che credo abbiano giocato un ruolo fondamentale per l’affermazione del “no” al referendum sulla giustizia, elementi maturati nel corso di una campagna che, con il passare dei giorni, è diventata sempre più tossica. Ha avuto ragione la linea della disinformazione, degli avvelenatori di pozzi, di coloro che da mesi non hanno fatto altro che diffondere una narrazione infarcita di menzogne, falsità e - questo l’aspetto più preoccupante - perfino di “minacce” e di odio, favorendo un clima di vero e proprio “terrorismo psicologico”. Cominciamo dal fatto che hanno impostato la propaganda con l’attacco sistematico al Governo nazionale, facendo passare il messaggio che questo fosse un referendum “politico”, proposto da un Esecutivo che, secondo i comitati per il “no”, provava con questa riforma “ad attentare alla libertà della magistratura”, “a favorire le pressioni della politica sul sistema giudiziario”, “a cambiare la Costituzione”, fino “a sovvertire l’ordinamento democratico”. Quante falsità.

La riforma non aveva alcunché di politico, ma costituiva il frutto di una profonda riflessione partita da decenni sulla necessità di avere finalmente in Italia una giustizia più trasparente, più moderna e più........

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